Effetti della manipolazione osteopatica su bambini trattati con espansore rapido palatino

Effects of osteopathic manipulative treatment in children treated with rapid palatal expander

Tesi di: Campanelli Laura, Castelnuovo Claudio, Granata Laura, Lederer Michaela Elisabeth
Relatori: Manzotti Andrea DO MROI, Clerici Valentina DO MROI
2017-2018

Riassunto

INTRODUZIONE
I deficit trasversali sono una delle più frequenti patologie d’interesse ortognatodontico che si manifestano con un’alterata relazione sul piano trasversale (crossbite o morso crociato mono o bilaterale) tra le ossa mascellari, la mandibola e i palatini.
Fattori ereditari o abitudini viziate (respirazione orale, suzione del dito o del ciuccio e deglutizione atipica) sono considerati importanti elementi nell’eziologia delle malocclusioni nella prima infanzia.
Il gold standard usato per il trattamento è l’espansore palatale rapido (ERP); questo strumento fissato ai canini e premolari dell’arcata superiore produce forze da 15 a 50 Newton con effetti scheletrici sul complesso maxillofacciale determinando l’apertura della sutura palatina mediana. In letteratura non esiste evidenza scientifica che dimostri l’efficacia del trattamento manipolativo osteopatico (OMT) associato al trattamento ortodontico.
Lo studio è stato condotto con l’obiettivo di correlare l’OMT con il trattamento ortodontico e verificare l’eventuale impatto su alterazioni posturali, dolore e decorso dell’espansione palatale.

MATERIALI E METODI
5 bambini (3 F, 2 M, di età media 8,54±1,38 range 7/9) divisi in modo randomizzato, con un solo livello di cecità, in due gruppi: uno di tre pazienti, gruppo OMT (trattamento osteopatico + trattamento ortodontico con espansore rapido palatale) e uno gruppo di due pazienti, di controllo (trattamento ortodontico).
I pazienti sono stati reclutati presso l’Ospedale Militare di Baggio da Aprile 2018.
La ricerca clinico – sperimentale è stata condotta in cinque tempi di trattamento a sette (T1), quattordici (T2), trenta (T3) sessanta (T4) e novanta giorni (T5).
Al tempo T0 sono stati eseguiti esame stabilometrico, elettromiografia di superficie (sEMG) e, per il gruppo OMT, Valutazione Osteopatica con primo trattamento. Ai giorni sette, quattordici, trenta il gruppo OMT riceve trattamento osteopatico mentre il gruppo controllo non effettua trattamenti; al sessantesimo giorno i pazienti di entrambi i gruppi iniziano l’ortodonzia con cementazione dell’espansore palatale rapido.
Esame stabilometrico e sEMG sono stati ripetuti dopo sessanta giorni (T4) e dopo tre mesi dall’ancoraggio del ERP (T5)

RISULTATI
Dai dati raccolti risulta che i pazienti che si sono sottoposti all’OMT hanno provato minor dolore rispetto ai pazienti del gruppo controllo valutati con scala VAS e con il questionario sull’impatto del trattamento ortodontico sulla qualità della vita.
Nel gruppo OMT, in due casi su tre, l’incremento trasversale interarcata ottenuto con la terapia ortodontica è stato superiore rispetto ai pazienti del gruppo controllo.
I risultati ottenuti dall’esame eseguito con la pedana stabilometrica indicano che un miglioramento posturale è stato ottenuto in tutti i pazienti dopo aver effettuato l’espansione rapida del mascellare superiore, senza particolari differenze tra il gruppo test e il gruppo controllo.
I dati sono stati classificati in grafici box plot confrontando le distanze all’interno dello stesso gruppo e confrontando il gruppo studio con il gruppo controllo.

DISCUSSIONE
Dai dati raccolti risulta che, nel gruppo OMT, in due casi su tre, l’incremento trasversale interarcata ottenuto con la terapia ortodontica è stato superiore rispetto ai pazienti del gruppo controllo.
I risultati più interessanti sono stati ottenuti dalla scala VAS e dal questionario riguardante il comfort dei pazienti durante il trattamento ortodontico.
Il campione di bambini presi in esame non è riuscito a essere particolarmente significativo.
L’analisi dei dati della pedana stabilometrica e dell’elettromiografia di superficie non ha avuto significative variazioni dopo il trattamento osteopatico rispetto ai dati iniziali; questo ci ha portato a dedurre che, nei soggetti valutati, la disfunzione stomatognatica non è stata condizionata da disfunzioni posturali.
Sembra quindi necessario approfondire, con un numero più congruo di pazienti, questa ipotesi.

CONCLUSIONE
Lo studio promuove la manipolazione osteopatica in associazione al trattamento ortodontico. Si dimostra come l’osteopatia aiuti i piccoli pazienti ad adattarsi con più facilità agli stimoli esterni tollerando le complicanze associate al trattamento ortodontico, in particolare nella riduzione del dolore e del discomfort causati dal trattamento ortodontico con ERP .
Si evidenzia inoltre che i pazienti trattati osteopaticamente raggiungono un’apertura più precoce del palato sia dell’arcata anteriore sia posteriore.
I dati ricavati da questo studio preliminare non sono sufficienti per eseguire analisi statisticamente rilevanti, ma i risultati ottenuti sono in linea con gli obiettivi che questo lavoro si proponeva.
Inoltre il presente studio preliminare è stato necessario per valutare l’effettiva validità del flow chart e dei metodi utilizzati.

BIBLIOGRAFIA
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Abstract

INTRODUCTION
Transversal deficits are one of the most common orthodontic pathologies, resulting in altered relationships in the transverse plane (single- or bilateral- crossbite) between the maxillary bones, the mandible and the palate.
Hereditary factors or incorrect habits (open-mouth breathing, thumb or pacifier sucking and atypical deglutition) are deemed important factors in the etiology of malocclusion in early childhood.
The treatment of choice is the Rapid Palatal Expander (RPE); this device is fixed to the canines and premolars of the upper arch. It applies forces from 15 to 50 Newton resulting in a skeletal expansion involving the maxillofacial system and causing the separation of the mid-palatal suture.
In literature there is no scientific evidence demonstrating the effectiveness of osteopathic manipulative treatment (OMT) in association with orthodontic treatment.
This study aims at correlating OMT with orthodontic treatment and verifying its possible effect on postural alterations, pain and course of the palatal expansion.

MATERIALS AND METHODS
Five children (three girls, two boys; average age 8,54±1,38 years, range 7/9 years) randomly divided in two groups, with a single-blind control procedure. The test group included three patients who received both OMT and orthodontic treatment with Rapid Palatal Expander; the control group included two patients who received only orthodontic treatment.
The patients were recruited at the Military Hospital of Baggio from April 2018.
The clinical-experimental trial has been conducted in five treatment sessions at different times, namely at seven (T1), fourteen (T2), thirty (T3) sixty (T4) and ninety days (T5).
At T0 the patients received stabilometric assessment and surface electromyography (sEMG). Osteopathic evaluation and the first treatment were performed on the patients of the OMT group. On days seven, fourteen, thirty the OMT group received osteopathic treatment while the control group didn’t received treatments; on the sixtieth day the patients of both groups began orthodontics treatment, with cementation of the Rapid Palatal Expander.
Stabilometric examination and sEMG were repeated after sixty days (T4) and thirty days after the RPE cementation (T5).

RESUL TS
The data collected show that patients who received OMT experienced less pain than patients in the control group. This was assessed by means of a Visual Analogue Scale (VAS) and a questionnaire on the impact of orthodontic treatment on quality of life.
In two out of three cases in the OMT group the increase of the interarch transverse width, obtained with orthodontic treatment, was higher than in the patients of the control group.
The results obtained from the examination performed with the stabilometric platform indicate that all the patients obtained a postural improvement after the rapid expansion of the maxilla, without any particular difference between the test group and the control group.
The data were arranged in box plot graphs comparing the distances within the same group and comparing the test group with the control group.

DISCUSSION
The data show that in two cases out of three in the OMT group the increase of the interarch transverse width, obtained with orthodontic treatment, was higher than in the patients of the control group.
The most interesting results are the ones shown by the VAS scale and by the comfort questionnaire submitted to the patients during the orthodontic treatment.
The sample group failed to be particularly significant.
The analysis of the data collected through the stabilometric platform and surface electromyography did not show significant changes after osteopathic treatment compared to the initial data; this led us to infer that the stomatognathic dysfunction of the subjects who took part to the study was not affected by postural dysfunctions.
It seems therefore necessary to deepen this study relying on a more adequate number of patients. CONCLUSION
The study encourages osteopathic manipulation in association with orthodontic treatment.
Osteopathy is shown to help little patients to adapt more easily to external stimuli, and to promote a better tolerance of the discomfort arising from orthodontic treatment complications, especially with regards to the reduction of pain and inconveniences caused by orthodontic treatment with RPE.It is also noted that patients who received osteopathic treatment achieve an earlier increase of the interarch width (both anterior and posterior).
The data obtained from this preliminary study do not suffice to perform statistically relevant analysis, but the results obtained are consistent with the goals of this study.
Furthermore, this preliminary study has been essential in evaluating the soundness of the flow-chart and the methods.

REFERENCES
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