Malocclusione e disordine temporomandibolare: quali evidenze? Revisone della letteratura

Malocclusion and temporomandibular disorders: which evidence? A literature review

Tesi di: Carlo Peserico
Relatore: Daniele Origo DO MROI

2018-2019

Riassunto

INTRODUZIONE
L’obiettivo di questa ricerca è rispondere alla domanda se in caso di dolore temporomandibolare sia più efficace un lavoro ortodontico che vada a correggere un’eventuale malocclusione o se sia più opportuno rivolgersi ad un riabilitatore che si occupa dell’ambito funzionale, il quale faccia eseguire al paziente degli esercizi specifici per la temporo mandibolare, il collo o in generale la zona orofaciale o esegua lui stesso delle manovre manipolative; oppure un professionista dell’ambito cognitivo comportamentale che intraprenda un percorso con la persona affetta da questo tipo di disfunzioni.

MATERIALI E METODI
Il 20 attobre 2018 una ricerca sistematica è stata effettuata sulla letteratura medica connettendoci alla banca dati di MEDLINE. Su PubMed sono state cercate tutte le revisioni sistematiche in lingua inglese riguardanti gli esseri umani tra l’1/1/2002 e il 31/12/2017 usando come parole chiave “temporomandibular disorder”(MESH term) AND “malocclusion”(MESH term). –Nella ricerca sono state inclusi articoli degli ultimi 15 anni in lingua inglese effettuati su esseri umani i cui abstract fossero consultabili su pubmed.

RISULTATI
In totale sono stati trovati 2544 articoli. Inseriti i criteri di interesse (humans, abstract, rct, review e data 1/1/2002 – 31/12/2017) sono rimasti 129 abatract: 9 articoli sono stati scartati perché non in lingua inglese; 38 articoli sono stati scartati perché trattavano operazioni chirurgiche sulla temporomandibolare; 11 articoli sono stati eliminati perché non era disponibile il testo completo; 47 articoli non erano strettamente pertinenti alla ricerca. Un totale di 24 articoli sono stati inclusi nella ricerca

DISCUSSIONE
La relazione tra posizionamento dei denti e disordine temporomandibolare viene contestata apertamente da Manfredini che suggerisce un ribaltamento del paradigma e di considerare i disordini temporomandibolari, nel caso delle interferenze mediotrusive, come causa di una scorretta occlusione. Alcuni lavori sostengono correlazione tra morso incrociato e disordine temporomandibolare, evidenziando la necessità di intervenire negli adolescenti correggendo il crossbite ma secondo Gesh e altri autori mancano studi con gruppi controllo di lungo periodo, specialmente negli adolescenti. Al contrario in altri lavori sono emerse evidenti correlazioni tra disordini temporomandibolari e fattori psicosociali, genetici e sovraccarico muscoloscheletrico

CONCLUSIONI
Alla luce dei lavori consultati emerge come sia una forzatura affermare l’esistenza di una correlazione diretta tra malocclusione e disordine temporomandibolare. Le variabili in gioco sono molteplici e mancano studi randomizzati e prospettivi che possano affermare con chiarezza l’esistenza di uno o più fattori occlusali scatenanti il disordine temporomandibolare. Le evidenze sui benefici dell’auto trattamento, degli esercizi specifici per la temporomandibolare (eseguiti da soli o con l’aiuto di una figura riabilitativa) e delle terapie psicologiche e comportamentali, suggeriscono cautela nel proporre ai pazienti affetti da disordini temporomandibolari lunghi e dispendiosi percorsi ortodontici nella supposizione che un’occlusione ideale possa portare benefici anche dal punto di vista funzionale.

Abstract

INTRODUCTION
The aim of this research is to answer the question of whether orthodontic work that corrects a possible malocclusion or whether it is more appropriate to contact a rehabilitator who takes care of the functional area is more effective in the case of temporomandibular pain. to perform specific exercises for the mandibular temporo, the neck or in general the orofacial zone to the patient or performs himself manipulative maneuvers or a professional in the behavioral cognitive field who undertakes a psychological path with the person affected by this type of dysfunction.

MATERIAL AND METHODS
On 20 October 2018 a systematic search was carried out on the medical literature connecting us to the MEDLINE database. All systematic reviews in English concerning humans between 1 January 2002 and 31 December 2017 were searched on PubMed using “temporomandibular disorder” (MESH term) AND “malocclusion” (MESH term ). The research included articles from the last 15 years in English on human beings whose abstracts could be consulted on pubmed.

RESULTS
A total of 2544 articles were found. After we inserted the interest criteria (humans, abstract, rct, review and date 1/1/2002 – 31/12/2017) 129 abatracts remained: 9 articles were discarded because they were not in English; 38 articles were discarded because they dealt with temporomandibular surgery; 11 articles were deleted because the full text was not available; 47 articles were not strictly relevant to the research. A total of 24 articles were included in the research.

DISCUSSION
The relationship between teeth positioning and temporomandibular disorders is openly contested by Manfredini which suggests a reversal of the paradigm and to consider temporomandibular disorders, in the case of mediotrusive interference, as the cause of incorrect occlusion. Some papers support the correlation between cross bite and temporomandibular disorder, focusing on the need to intervene in adolescents correcting crossbite but according to Gesh and other authors, studies with long-term control groups are lacking, especially in adolescents. On the opposit in other works strong correlations emerged between temporomandibular disorders and psychosocial, genetic factors and musculoskeletal overload.

CONCLUSION
In the light of the consulted works it emerges how it is a stretch to affirm the existence of a direct correlation between malocclusion and temporomandibular disorders. The variables involved are multiple and there are no randomized and prospective studies that can clearly state the existence of one or more occlusal factors triggering the temporomandibular disorder. The evidence on the benefits of self- treatment, specific exercises for the temporomandibular joint and the related structures (performed alone or with the help of a rehabilitative figure) and psychological and behavioral therapies, suggest caution in proposing to patients suffering from long and expensive temporomandibular disorders orthodontics in the assumption that an ideal occlusion can also benefit functionally.